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lunedì 9 marzo 2009

mal_fermo6

e poi c'è la germana
cento chili, un grembialaccio, un fazzoletto al collo come tornasse dai campi

eppure, appena apre bocca, eloquio perfetto, espressioni forbite, sintassi cristallina

eppure, appena apre gli occhi, lampi vividi e liquidi nello sperdimento di uno sguardo.

germana, il passo lento, il ventre largo
un marito sparito in pochi giorni
due figli assenti da anni
un lungo silenzio a tollerare il dolore

e, da allora, una, sola, immensa idea:
lei, una profetessa della povertà
lei, abiti semplici per espiare il lusso altrui
lei, ogni sigaretta fumata, un bambino africano salvato.
tanto può fare, la profetessa germana, senza marito, eppure medium di uno spirito contadino lontano secoli.

e la vedi fumare d'inverno, nel gelido giardino
uno scialle marrone sulle spalle forti
lei, la germana, sola e povera
lei, la profetessa, vittoriosa e tenace.

giovedì 5 febbraio 2009

mal_fermo5

e ci sono il carlo e l'emilio
uno mai sposato, uno sposato:
la moglie vive qui, ma non si vedono mai.

l'emilio ha sposato il carlo, ormai.

vivono in simbiosi:
l'emilio legge ad alta voce il giornale,
il carlo lo commenta.

il carlo decide cosa cantare,
l'emilio inizia a cantare.

seduti in un divanetto duepposti,
nel salone,
ugole spiegate, come mai nella vita.
dietro al bancone di macellaio,
nella stazione delle nord,
mica si poteva cantare.

il bello è che qui si canta,
ugole spiegate:
firenze sogna
mamma
calabrisella
piemontesina mia
nostalgia de milàn

il giro d'italia nelle canzoni,
sei sette canzoni,
sempre le stesse.

il bello è che sono sempre le stesse,
così le cantano sempre meglio,
ugole spiegate,
sul loro divanetto matrimoniale.

e intanto la vita passa,
sotto il manto della luuuuuuuuuunaaaaaaaaa...

mal_fermo4

e poi c'è il bruno
c'è ancora per poco, mi sa

ex direttore dell'erario
capello bianco ben pettinato sempre
anche adesso
anche durante le lunghe ore di letto

preciso
forse pignolo
di sicuro educato
una volta

ché ora, a letto, urla
sempre
notte
giorno

dice che urlare è uno sfogo
urla quando sta fermo
urla quando si sposta
urla quando lo spostano
urla se è sporco e se è pulito

aaaaaaaaah
aaaaaaaaaaaaaaaaaah
aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaah

tonalità diverse per i suoi aaaaaaaaaaaaaaaaaah
infinite variazioni sul tema
prova, in questi ultimi giorni,
tutte le gradazioni di urlo che non ha vissuto in novantanni

e, se gli si dice 'bruno, non urli, è inutile',
lui tace, guarda, chiede timido 'ah sì?'

silenzio per dieci secondi

poi,
aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaah.

però, pettinato è pettinato.
sempre.

mal_fermo3

e c’era l’egidio
c’era, perché adesso non c’è più

è stato nei sottomarini, in guerra
ha visto e sentito l’onda delle bombe
si è corroso la pelle sotto il sole salmastro
e ha riso e pianto coi suoi compagni

condiviso sogni e disillusioni
mai smesso di credere obbedire combattere

i giorni di sole, li passava sulla panchina del giardino
sempre la stessa, da quattro anni
cappellino, calzoncini corti, libro aperto

leggeva
la sera, spiegava il libro
la vita
il passato
al suo compagno di stanza, il peppino

poi
il sangue ha iniziato a uscirgli dal naso
e poi da tutto il resto
e infine è uscita anche la vita.

il peppino, ora, si aggira per il giardino, con le sue quattro ruote e la sua sola domanda.
’chi mi spiega i libri, la sera, adesso?’

mal_fermo2

e c'è il germano

due ruote, zero gambe
lungo sfregio sulla fronte
automobile ladra

ma lui sì, che conosce la regina taitù
e ha fatto la guerra d'albania
e un dentista una volta gli ha tolto 40 denti

ha una ricetta speciale nella tasca
che serve quando i piedi gli fanno male
la fa vedere a tutti
c'è scritto FISSAN OSSIDO DI ZINCO

gliel'ha data un professorone, 200mila la visita
dice

ma poi,
quando il cipolla non vuole mangiare
gli si avvicina
con le due ruote e la fronte tagliata
allunga la mano
(ché quelle ce le ha)
gli allunga una carezza
gli parla, a lungo
e il cipolla apre la bocca e mangia

germano lo guarda, con gli occhi azzurro liquido
smorfia un sorriso
gli sembra suo fratello.

mal_fermo1

era un orfanotrofio
ora è una erresseà:
residenza
sanitaria
assistita.
l'ipocrisia delle parole non nasconde la realtà,
proprio non ce la fa.
prima ci vivevano bambini orfani dei genitori;
ora vi vivono anziani orfani della vita.
ogni finestra, due vite;
ogni vita, una dignità da difendere.
ogni vita, mille giorni di attesa e di lotta,
accesa o spenta,
cosciente o inconsapevole.

ne parlerò. glielo devo.