martedì 29 giugno 2010

il mondo di Patti e l'amicizia sotto la stella polare

c'è ressa alla Feltrinelli. fa dannatamente caldo, qui dentro. e siamo anche in piedi. l'umanità non sembra mai tanto fastidiosa come quando fa caldo, siamo in piedi e c'è ressa. però vicino a me, ad aspettare Patti Smith, c'è una piccola. occhi chiari, treccine, vestitino leggero. guarda le caramelle con desiderio, le dico 'chiedi al signore, che magari te ne dà una', e lei si avvicina alla cassa e dice: 'vorrei una caramella ma non ho soldi'.
il barista le allunga un chupa chups, io le strizzo l'occhio, e lei mi guarda come se fossi una fata.

magari lo fossi. resteremmo lei, io e pochi altri qui dentro. farei sparire Luca Sofri, per prima cosa, ché uno che cita il Chelsea Hotel senza sapere che Lou Reed non c'è mai stato, e che chiede 'perché hai scritto quel libro? cos'hai provato quando è morto Mapplethorpe?' merita di fare domande a Povia in un Billa con l'aria condizionata rotta.

la piccola mi fa vedere orgogliosa il suo portachiavi con Hello Kitty, e io accarezzo lo sbuffo rosa morbido del ponpon, mentre Patti mi accarezza il cuore con le sue parole, e col sorriso splendente dei suoi occhi.
parla poco, giusto per dare una lezione di sintesi ai logorroici che, prima di farle una domanda, si sentono in dovere di sciorinare l'opera omnia delle loro conoscenze.
ma quel poco che dice apre il respiro, che sembra che non faccia più caldo, che Sofri e le tipe stilose e gli alternativi e i petulanti appiccicosi e appiccicati scompaiano, e resti l'umanità migliore. quella fatta fiorire dall'incontro casuale fra una ventenne in cerca di un pavimento su cui dormire e un ragazzo dai lunghi boccoli scuri e il sorriso aperto. un incontro propiziato dagli dèi dell'arte, e nutrito da due menti innamorate della vita.

la piccola mi chiede: 'ma come si chiama? Patti? come il mondo di Patti!!'
il mondo di Patti è amore, amicizia, arte e ricerca del bello. Patti è intrisa di spiritualità e di armonia. e ti rendi conto che quella è un'armonia sofferta, precaria, e perciò tanto più preziosa.
'ma ha i tuoi stessi occhiali! è vecchia?'
no, che non è vecchia, non lo sarà mai, piccola. ma tu non puoi ancora sapere. e, abbiamo gli stessi occhiali, sì. e ogni tanto ci scambiamo occhiate mute, quando, su questo pezzo,


mi vede seguirlo con le labbra, e fa di sì con la testa.

alla ricerca del contatto con la gente, a oltranza. anche quando uno del pubblico, particolarmente ispirato, grida 'SOFRI SEI IMBARAZZANTE! VAI A CASA!', lei sorniona gli chiede 'cos'ha detto?', Sofri abbozza, e lei 'no...it's important...when people speak, we have to listen!'
'cause people have the power, mi verrebbe da risponderle. ma glielo dico con gli occhi, che brillano di malizia, quando si toglie gli stivali per vedere la marca del calzolaio milanese che li ha fabbricati, o quando si alza 'solo per fare un po' di stretching'.

una meraviglia, insomma. e mi tocca anche spiegarlo alla piccola, che non demorde. però anche la piccola capisce, quando Patti risponde all'ultima domanda, lunghissima e contorta, che un americano direbbe solo 'qual è il tuo rapporto con la spiritualità?'. lei sorride, e risponde: 'il mio rapporto con la spiritualità? beh...prego!'.
la piccola capisce, e capisco anch'io. perché, forse, sono un po' piccola anch'io.
capisco una volta di più, in una Feltrinelli madida di sudore e grondante fashionisti, che sono restata quella ragazzina che cantava 'frederick' sognando il mondo di Patti, e che sto benissimo così. felice se qualcuno mi offre una caramella, felice di accarezzare la vita come un morbido ponpon, felice se un essere umano prende una chitarra e suona e canta, quando potrebbe anche andarsene.



due ore dopo, assisto all'incontro di boxe poetica fra Capossela e Cinaski. Capossela parla di mani sulle spalle amiche, e Cinaski dice 'riempi il tuo bagaglio di ricordi, speranze, parole, storie vissute e storie da vivere
riempilo di emozioni, musiche, liti, illusioni d’epoca, domande e risposte. trovati un amico e comincia la condivisione , l’esplorazione...'




la stella polare splende nel grigio della notte di Milano. e io, per ringraziare la vita, faccio come Patti. prego.

http://vimeo.com/13296269

2 commenti:

  1. sì, quello è stato uno di quei casi in cui si commenta a monosillabi
    (ma io ci ho provato lo stesso..:-))

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